domenica 14 aprile 2013

Barbara Blasi: creare Zentangle nel fluire libero e sereno del 'qui ed ora' della meditazione.




IL MIO INCONTRO CON LO ZENTANGLE
BARBARA BLASI SI RACCONTA

Ho invitato Barbara a parlare del suo incontro con il metodo Zentangle: ecco la sua esperienza ed i suoi lavori. Grazie Barbara!!!

 
Ho incontrato questa arte cercando tutt'altro su internet e incuriosita ho voluto approfondire per conoscere la diffusione del metodo anche in Italia e sono cosi approdata in questo blog. 

 
 Arrivo tardi niente corsi nella mia zona e allora decido di acquistare un libro e un kit dal blog: è immediatamente amore. 




Poter seguire le indicazioni date per ogni modello Zentangle permette all'inizio di sviluppare sicurezza a prescindere dalle proprie capacità artistiche, non ci sono errori da poter commettere,  c'e un metodo ma non ci sono regole, non ci sono canoni, non ci sono possibilità di giudizio esterne e autocritiche che molto spesso bloccano lo slancio iniziale di chi si avvicina al disegno, è tutto un fluire libero e sereno. 

 

Continuando ho acquistato più sicurezza, ho amato e amo alcuni modelli più di altri ho preso confidenza e ho aggiunto leggere personalizzazioni. 



Ciò che davvero mi piace di questo metodo è questa sensazione di distacco quando si crea, mi immergo completamente in quello che sto facendo, è il qui e ora della meditazione che personalmente mi aiuta moltissimo, ci vogliono pochi minuti per terminare un disegno ma sono dedicati solo a quello, è un'immersione totale e completa.

Posso solo consigliare a tutti di provare a chi già disegna o dipinge e a chi ha sempre voluto farlo, a chi ha bisogno come me di fermarsi ogni tanto a guardare e godere del momento e lasciare una traccia di quell'istante.



Tina ti mando un saluto e mi auguro di riuscire a seguire uno dei tuoi corsi 

Ho un neonato blog
dove condivido cio che faccio, la mia esplorazione nell'arte, i miei semplici lavori. 

4 commenti:

  1. Grazie Tina per avermi dedicato uno spazio sul tuo blog, ne sono davvero felice ed onorata

    RispondiElimina
  2. Facevo qualcosa del genere tantissimo tempo fa, senza pensare all'oriente e del tutto digiuno di filosofia e tecniche zen, ed ancora conservo (un po' sbiaditi ed ingialliti dal tempo), un centinaio circa di scarabocchi, che ho preferito etichettare come "Ghirigori".
    Ma il mio intorno era parecchio diverso da quello che leggo a corredo di queste gradevolissime espressioni artistiche.
    Io andavo in "sovrapposizione" meditativa e non in "riempimento" come pare si dica qui. I miei ghirigori (ma non solo i miei, poi a parte se ne può parlare) erano il sottoprodotto materiale di intensa concentrazione intellettiva.
    In quel (lungo) periodo infatti di mestiere facevo il "risolutore di problemi impossibili", rogne tecniche che nessuno era riuscito a risolvere con le normali procedure di indagine ed abbisognavano di "un qualcosa in più" per essere superate. E così mentre la mente spulciava fra improbabili sentieri, la mano tracciava bizzarre figure.
    I miei rallegramenti per il blog: l'ho trovato molto intrigante e lo appunterò fra i miei preferiti per poter tornare spesso a sbirciare.

    AD maiora!

    Lucio Musto

    RispondiElimina